"Vivi semplicemente. Gli altri semplicemente vivono. Questa terra ha risorse per tutti ma non per l'avidità di tutti." (Gandhi) ilpianetachevorrei@gmail.com
lunedì 6 settembre 2010
mercoledì 25 agosto 2010
Odio la caccia!
Odio la caccia,
chi uccide un capriolo, un gallo cedrone, una beccaccia,
chi spara ai passeri o alle cinciallegre per divertimento,
per farsi la mano,
odio chi acceca gli uccelli da richiamo, chi dissemina trappole, esche, tagliole,
odio chi usa il fucile, ma dice di proteggere la natura,
odio i boschi, i prati trasformati in poligoni da tiro,
odio l'odore del cuoio, della polvere da sparo, delle cartucce rosse, gialle e arancione
grandi spesso come il bersaglio,
odio il massacro spaventoso (*)1 di animali che ogni anno avviene in Italia,
chi spara agli uccelli migratori, ai falchi, alle rondini, agli aironi,
odio il cacciatore buono che difende l'habitat naturale
e quello incosciente che ammazza l'amico o un parroco mentre dorme,
odio i ristoranti con gli animali impagliati come trofei,
scoiattoli, marmotte, civette e gufi che ti osservano con gli occhi di vetro,
odio chi spara vicino alle abitazioni, i pallini di piombo nel tuo giardino,
odio la legge fascista (*)2 che permette di entrare nei fondi privati,
i cacciatori che si aggirano a meno di 100 metri dalle case (*)3
con il fucile e il colpo in canna quando la legge lo proibisce,
odio chi mi toglie il piacere della vista di un cervo, di una ghiandaia,
di animali che i miei figli vedranno solo allo zoo o nei parchetti,
odio non poter andare a funghi senza la paura di essere scambiato per un cinghiale
e ascoltare il rumore cupo e cadenzato delle doppiette invece che il canto degli uccelli,
odio la scomparsa dal cielo degli arabeschi formati dagli stormi,
odio l'esproprio della natura fatto per il piacere di pochi (*)4,
il non poter vedere su un tetto i nidi delle cicogne che non migrano più per l'Italia
per sopravvivere ai cacciatori,
odio i riti della caccia, i coltellacci per squartare gli animali, il cameratismo tra uomini veri,
odio chi uccide per piacere, chi definisce sport l'annientamento di una creatura,
una di quelle con cui parlava San Francesco,
odio chi caccia perché "si uccidono anche gli animali d'allevamento"
odio chi libera i fagiani allevati in cortile per poi fulminarli dopo pochi metri,
odio chi usa la caccia e i cacciatori per fini politici,
odio chi non rispetta gli animali e dice di rispettare l'uomo.
(*)1. La stima è di 150 milioni di animali uccisi ogni anno
(*)2. Art. 842 Caccia e pesca - Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l'esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno.
(*)3. La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro. E' vietato sparare in direzione degli stessi da distanza inferiore di 150 metri.
(*)4. 1.2% della popolazione italiana (dati 2007).
Ps: aderisci ai Comitati contro la caccia
Fonte: beppegrillo.it
chi uccide un capriolo, un gallo cedrone, una beccaccia,
chi spara ai passeri o alle cinciallegre per divertimento,
per farsi la mano,
odio chi acceca gli uccelli da richiamo, chi dissemina trappole, esche, tagliole,
odio chi usa il fucile, ma dice di proteggere la natura,
odio i boschi, i prati trasformati in poligoni da tiro,
odio l'odore del cuoio, della polvere da sparo, delle cartucce rosse, gialle e arancione
grandi spesso come il bersaglio,
odio il massacro spaventoso (*)1 di animali che ogni anno avviene in Italia,
chi spara agli uccelli migratori, ai falchi, alle rondini, agli aironi,
odio il cacciatore buono che difende l'habitat naturale
e quello incosciente che ammazza l'amico o un parroco mentre dorme,
odio i ristoranti con gli animali impagliati come trofei,
scoiattoli, marmotte, civette e gufi che ti osservano con gli occhi di vetro,
odio chi spara vicino alle abitazioni, i pallini di piombo nel tuo giardino,
odio la legge fascista (*)2 che permette di entrare nei fondi privati,
i cacciatori che si aggirano a meno di 100 metri dalle case (*)3
con il fucile e il colpo in canna quando la legge lo proibisce,
odio chi mi toglie il piacere della vista di un cervo, di una ghiandaia,
di animali che i miei figli vedranno solo allo zoo o nei parchetti,
odio non poter andare a funghi senza la paura di essere scambiato per un cinghiale
e ascoltare il rumore cupo e cadenzato delle doppiette invece che il canto degli uccelli,
odio la scomparsa dal cielo degli arabeschi formati dagli stormi,
odio l'esproprio della natura fatto per il piacere di pochi (*)4,
il non poter vedere su un tetto i nidi delle cicogne che non migrano più per l'Italia
per sopravvivere ai cacciatori,
odio i riti della caccia, i coltellacci per squartare gli animali, il cameratismo tra uomini veri,
odio chi uccide per piacere, chi definisce sport l'annientamento di una creatura,
una di quelle con cui parlava San Francesco,
odio chi caccia perché "si uccidono anche gli animali d'allevamento"
odio chi libera i fagiani allevati in cortile per poi fulminarli dopo pochi metri,
odio chi usa la caccia e i cacciatori per fini politici,
odio chi non rispetta gli animali e dice di rispettare l'uomo.
(*)1. La stima è di 150 milioni di animali uccisi ogni anno
(*)2. Art. 842 Caccia e pesca - Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l'esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno.
(*)3. La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro. E' vietato sparare in direzione degli stessi da distanza inferiore di 150 metri.
(*)4. 1.2% della popolazione italiana (dati 2007).
Ps: aderisci ai Comitati contro la caccia
Fonte: beppegrillo.it
sabato 7 agosto 2010
La dieta che non pesa
Ortaggi di stagione, coltivati localmente e non imballati. Anzi, riposti in una borsa portata da casa. Arriva la dieta anti-emissioni. Per non pesare sull’ambiente.
I prodotti stagionali sono consigliati dai nutrizionisti perché più ricchi di nutrienti e principi attivi benefici rispetto a quelli coltivati fuori stagione. Ma ciò che rende ai giorni nostri il cibo di stagione il più attuale da mettere in tavola è il suo minor impatto ambientale. Oltre a subire meno trattamenti con sostanze chimiche, la sua produzione comporta meno lavoro con mezzi meccanici e un minor dispendio di energia. Pensiamo al consumo energetico di una serra riscaldata per coltivare pomodori fuori stagione...
Il prodotto di stagione cresce facilmente vicino a noi e questo fa si che non debba far troppa strada per arrivare nei punti vendita (la provenienza è comunque indicata in etichetta). Quello che però è successo negli ultimi anni è che ci siamo ostinati a mangiare tutto-tutto l’anno. Prendiamo il caso delle fragole a dicembre: anche le serre più energivore non bastano a fornircele e ci è toccato importarle da paesi lontani, magari oltreoceano. Significa che l’ingrediente primaverile delle nostre torte invernali è stato coltivato all’estero, trasportato in aereo e poi caricato su un camion prima di arrivare al banco di vendita. Un costo ambientale altissimo, che non si giustifica e che non possiamo più permetterci.
Cibo locale. La cosiddetta “filiera corta”, quella che mette in contatto produttore e consumatore e permette di risparmiare denaro perché abbassa i costi dei prodotti, è anche quella che riduce trasporti e imballaggi, a tutto vantaggio dell’ambiente. I prodotti tipici dell’area geografica di appartenenza, il produttore più vicino a casa sono le scelte da preferire se vogliamo davvero contenere le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, responsabili dell’effetto serra. La frutta e la verdura che arrivano da lontano poi, sono solo apparentemente fresche: raccolte molto tempo prima di quando appaiono in negozi e supermercati, sono state conservate in frigoriferi speciali ad atmosfera modificata, trattate con gas antiparassitari, e hanno avuto tutto il tempo di perdere buona parte del loro contenuto in vitamine, nonché del sapore. In molti paesi dove si coltivano frutta e verdura esotiche vengono impiegati pesticidi e antiparassitari chimici.
I cibi semplici e freschi sono i più ecologici. Meglio leggere sempre con attenzione le etichette e scegliere gli alimenti meno complicati e con il minor contenuto di additivi. Teniamo presente che più un cibo è stato trattato, aromatizzato, colorato o irradiato, tanto più sarà povero in nutrienti e ricco di additivi potenzialmente dannosi. L’impiego di energia che occorre per la produzione dei cibi semplici è minore.
Infine quando compriamo i nostri alimenti, evitiamo il più possibile involucri e imballaggi plastici. E riponiamoli in una borsa riutilizzabile.
Paola Magni
lunedì 2 agosto 2010
Auto elettriche demolite
Oggi volevo segnalarvi un interessante video pubblicato da un amico, Maurizio, che accende un'altra lampadina nel buio mondo delle auto elettriche e ci permette di avere una visione sempre più illuminata sul perchè non circolino auto elettriche nelle nostre strade, nonostante lo stato della nostra tecnologia è a un punto tale da permetterci già da tempo di poterle utilizzare come alternativa alle auto a benzina, soprattutto nelle città.
Fonte: Kikkosweb
Fonte: Kikkosweb
venerdì 23 luglio 2010
Gli OGM tentano di aprirsi una breccia in Friuli. Fermiamoli!
Appello di Greenpeace contro il rischio OGM in Italia:
"In questi giorni stiamo rischiando la prima estesa contaminazione da OGM in Italia, a causa di una presunta semina – che sarebbe assolutamente illegale - di mais transgenico in un campo in Friuli, nel Comune di Fanna (Pn). Lo scorso 10 luglio il terreno “sospetto” è stato posto sotto sequestro, ma la Procura di Pordenone, invece di intervenire d’urgenza, si è presa un mese di tempo per la verifica delle analisi e la stesura della perizia.
Aspettare agosto è assurdo! Le analisi molecolari per l’accertamento della presenza di OGM sui campioni - che sono già stati prelevati da tempo - non richiedono più di tre giorni! Ormai quel mais è in fase avanzata di maturazione: ancora pochi giorni e queste piante produrranno il loro polline, che si disperderà in ambiente e darà il via a una contaminazione difficilmente arrestabile.
Non possiamo star fermi a guardare! Per questo ti invitiamo a scrivere insieme a Greenpeace e a tutta la Task Force per un'Italia Libera dagli OGM al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nella sua funzione di Garante delle norme e della loro applicazione, chiediamo al nostro Presidente di intervenire con urgenza sulla Procura di Pordenone per scongiurare ogni ipotesi di contaminazione da piante transgeniche.
Se come noi, vuoi impedire che gli OGM contaminino l’ambiente e l’agricoltura, invia anche tu la lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano".
Grazie!
fonte: Greenpeace
"In questi giorni stiamo rischiando la prima estesa contaminazione da OGM in Italia, a causa di una presunta semina – che sarebbe assolutamente illegale - di mais transgenico in un campo in Friuli, nel Comune di Fanna (Pn). Lo scorso 10 luglio il terreno “sospetto” è stato posto sotto sequestro, ma la Procura di Pordenone, invece di intervenire d’urgenza, si è presa un mese di tempo per la verifica delle analisi e la stesura della perizia.
Aspettare agosto è assurdo! Le analisi molecolari per l’accertamento della presenza di OGM sui campioni - che sono già stati prelevati da tempo - non richiedono più di tre giorni! Ormai quel mais è in fase avanzata di maturazione: ancora pochi giorni e queste piante produrranno il loro polline, che si disperderà in ambiente e darà il via a una contaminazione difficilmente arrestabile.
Non possiamo star fermi a guardare! Per questo ti invitiamo a scrivere insieme a Greenpeace e a tutta la Task Force per un'Italia Libera dagli OGM al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nella sua funzione di Garante delle norme e della loro applicazione, chiediamo al nostro Presidente di intervenire con urgenza sulla Procura di Pordenone per scongiurare ogni ipotesi di contaminazione da piante transgeniche.
Se come noi, vuoi impedire che gli OGM contaminino l’ambiente e l’agricoltura, invia anche tu la lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano".
Grazie!
fonte: Greenpeace
giovedì 22 luglio 2010
EcoPatente: insegnare a guidare in modo intelligente.
Dopo il successo della prima edizione di EcoPatente, che da ottobre 2009 a febbraio 2010 ha coinvolto 700 autoscuole e consegnato oltre 11.000 ecopatenti, Legambiente ripropone l'iniziativa anche quest'anno in collaborazione con la Confederazione delle autoscuole riunite e consulenti automobilistici (Confarca) e patrocinato dal ministero dell’Ambiente e della Gioventù. Fino al prossimo febbraio, infatti, presso le autoscuole aderenti all'iniziativa, i "neo patentandi" possono seguire un percorso parallelo oltre al tradizionale corso di guida.
L'EcoPatente non sostituisce la normale patente ma premia l'utilizzo intelligente, corretto ed ecosostenibile delle vetture, insegnando le tecniche per guidare ottimizzando il consumo di carburante.
Per ottenerla è necessario partecipare a un corso in una delle autoscuole segnalate sul sito del progetto cui è stato consegnato loro un kit didattico sull'ecoguida e, al termine del corso, rispondere correttamente a un questionario. È previsto anche per i patentandi la partecipazione ad un concorso a estrazione che, come nella scorsa edizione, premierà sia l’alunno sia la scuola guida con una una Fiat 500 Pure O2 e sconti benzina presso rifornitori Agip.
«Sensibilizzare i giovani sui temi ambientali - ha affermato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - è uno dei cardini della nostra attività. Attirare l'attenzione dei futuri automobilisti sulla questione della mobilità, dei consumi, dell'inquinamento dell'aria e intervenire sulla qualità della vita in città è diventata una priorità».
Speriamo che un domani questo tipo di insegnamento diventi una prassi normale per le autoscuole, senza la necessità di ricorrere ad iniziative apposite per imparare a guidare in modo intelligente.
venerdì 16 luglio 2010
Ecoturismo: il modo intelligente di andare in vacanza.
Secondo il Wwf il turismo è un’arma a doppio taglio in grado di salvare o distruggere la natura, in base al modo in cui viene gestito. I turisti possono annullare le culture locali e devastare ambienti naturali. Ma sono anche uno stimolo per la conservazione dell’ambiente.
Da un lato il turismo di massa, democratica conquista moderna, fatto di anziani soli, animali abbandonati, ingorghi autostradali, coste trasformate in discariche umane e divertimento a tutti i costi.
Dall'altro il turista intelligente, curioso, informato e mentalmente aperto, quello che capisce che quando si va in un qualsiasi luogo per trascorrere le vacanze, quel luogo non diventa di sua proprietà, una sorta di appendice della sua abitazione privata su cui farci tutto ciò che vuole. Il turista intelligente sa di essere un ospite e come tale si sforza di rispettare il territorio, capire la lingua degli ospitanti, i loro usi e costumi, per non incorrere nel rischio di offenderne la sensibilità.
Oggi questo tipo di turista può scegliere tra diverse proposte di viaggi responsabili, soprattutto in Italia. Troverà parchi, aree protette, eco ostelli, agriturismi, borghi recuperati e alberghi diffusi: non c’è che
l’imbarazzo della scelta.
Questo tipo di turismo è per sua definizione un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali.
L’offerta ricettiva è ampia e diversificata per tipologia e prezzo. Sono più di 180 gli alberghi che hanno ricevuto il marchio Ecolabel europeo, oltre 370 quelli legati a Legambiente Turismo, una cinquantina EcoWorldHotel, più di 200 bed&breakfast registrati al portale EcoBB. E ancora agriturismi e ostelli, dove tutto viene fatto nel rispetto dell’ambiente. Per i più pigri ci sono anche tour operator specializzati nella realizzazione di itinerari verdi. Infine, iniziative come i borghi autentici o l’albergo diffuso vedono la creazione di un’attività ricettiva nel rispetto dei luoghi e dei costumi, riuscendo così a conciliare l’esigenza di sviluppo economico alla conservazione e valorizzazione dei valori di una civiltà rurale altrimenti “in via d’estinzione”.
Si può andare a piedi attraverso le Alpi: basta passare da un parco all’altro, ad un’altitudine che varia da zero a 2500 metri. In Italia esistono 528 aree protette, fra Parchi e Riserve, Nazionali e Regionali (www.parks.it), e molte di esse si trovano fra Ventimiglia e Trieste, quasi senza soluzione di continuità.
Oppure si può andare in bicicletta e anche in questo caso le scelte non mancano. Molti infatti sono gli itinerari suggeriti dagli amanti della bici anche in rete: www.cicloweb.net, www.dueruotenelvento.com e www.turismoinbicicletta.it sono solo alcuni siti cui trarre degli spunti per inventare la propria vacanza sulla bici.
Insomma le idee non mancano, basta solo metterci la volontà. Anche fare il turista è ormai un’attività
che richiede informazione, progettazione, coordinamento, “rete” (per scambiarsi consigli, per
cooperare, per costruire collettivamente forme di turismo sostenibile). Buona estate dunque, e usiamola come prova sul campo di modelli turistici da preparare (e su cui formare) tutto l’anno.
Internet come abbiamo visto è di grande aiuto. A tal fine voglio segnalare altri siti utili per la nostra formazione di ecoturista: www.campagnamica.it, www.albergodiffuso.com
www.hostelclubs.com
www.ecobb.it
www.borghiautenticiditalia.it
www.aitr.org
www.fattoriedelpanda.net
Da un lato il turismo di massa, democratica conquista moderna, fatto di anziani soli, animali abbandonati, ingorghi autostradali, coste trasformate in discariche umane e divertimento a tutti i costi.
Dall'altro il turista intelligente, curioso, informato e mentalmente aperto, quello che capisce che quando si va in un qualsiasi luogo per trascorrere le vacanze, quel luogo non diventa di sua proprietà, una sorta di appendice della sua abitazione privata su cui farci tutto ciò che vuole. Il turista intelligente sa di essere un ospite e come tale si sforza di rispettare il territorio, capire la lingua degli ospitanti, i loro usi e costumi, per non incorrere nel rischio di offenderne la sensibilità.
Oggi questo tipo di turista può scegliere tra diverse proposte di viaggi responsabili, soprattutto in Italia. Troverà parchi, aree protette, eco ostelli, agriturismi, borghi recuperati e alberghi diffusi: non c’è che
l’imbarazzo della scelta.
Questo tipo di turismo è per sua definizione un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali.
L’offerta ricettiva è ampia e diversificata per tipologia e prezzo. Sono più di 180 gli alberghi che hanno ricevuto il marchio Ecolabel europeo, oltre 370 quelli legati a Legambiente Turismo, una cinquantina EcoWorldHotel, più di 200 bed&breakfast registrati al portale EcoBB. E ancora agriturismi e ostelli, dove tutto viene fatto nel rispetto dell’ambiente. Per i più pigri ci sono anche tour operator specializzati nella realizzazione di itinerari verdi. Infine, iniziative come i borghi autentici o l’albergo diffuso vedono la creazione di un’attività ricettiva nel rispetto dei luoghi e dei costumi, riuscendo così a conciliare l’esigenza di sviluppo economico alla conservazione e valorizzazione dei valori di una civiltà rurale altrimenti “in via d’estinzione”.
Si può andare a piedi attraverso le Alpi: basta passare da un parco all’altro, ad un’altitudine che varia da zero a 2500 metri. In Italia esistono 528 aree protette, fra Parchi e Riserve, Nazionali e Regionali (www.parks.it), e molte di esse si trovano fra Ventimiglia e Trieste, quasi senza soluzione di continuità.
Oppure si può andare in bicicletta e anche in questo caso le scelte non mancano. Molti infatti sono gli itinerari suggeriti dagli amanti della bici anche in rete: www.cicloweb.net, www.dueruotenelvento.com e www.turismoinbicicletta.it sono solo alcuni siti cui trarre degli spunti per inventare la propria vacanza sulla bici.
Insomma le idee non mancano, basta solo metterci la volontà. Anche fare il turista è ormai un’attività
che richiede informazione, progettazione, coordinamento, “rete” (per scambiarsi consigli, per
cooperare, per costruire collettivamente forme di turismo sostenibile). Buona estate dunque, e usiamola come prova sul campo di modelli turistici da preparare (e su cui formare) tutto l’anno.
Internet come abbiamo visto è di grande aiuto. A tal fine voglio segnalare altri siti utili per la nostra formazione di ecoturista: www.campagnamica.it, www.albergodiffuso.com
www.hostelclubs.com
www.ecobb.it
www.borghiautenticiditalia.it
www.aitr.org
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