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lunedì 6 settembre 2010

lunedì 2 agosto 2010

Auto elettriche demolite

Oggi volevo segnalarvi un interessante video pubblicato da un amico, Maurizio, che accende un'altra lampadina nel buio mondo delle auto elettriche e ci permette di avere una visione sempre più illuminata sul perchè non circolino auto elettriche nelle nostre strade, nonostante lo stato della nostra tecnologia è a un punto tale da permetterci già da tempo di poterle utilizzare come alternativa alle auto a benzina, soprattutto nelle città.



Fonte: Kikkosweb

giovedì 29 aprile 2010

Società in Transizione

Cari amici, Cari lettori,
voglio prendere spunto dall'ennesimo disastro ambientale di questi giorni che ha colpito le acque del Golfo del Messico  a causa dell'inabissamento di una piattaforma petrolifera, per parlarvi di un movimento che rappresenta a mio avviso una delle risposte più promettenti e lungimiranti alle due sfide più dure per il nostro pianeta: il cambiamento climatico e il picco del petrolio. Ma mentre il primo è ben documentato ed ha una grande visibilità sui media, il secondo invece rimane fuori dalla conoscenza della maggior parte della popolazione. Tuttavia il Picco del petrolio, un processo geologico al quale consegue il declino della disponibilità di combustibili fossili, può inficiare in maniera assai seria quella stabilità economica e sociale che è essenziale se abbiamo intenzione di mitigare la minaccia del Cambiamento climatico.

Potreste non aver mai sentito i mezzi di informazione parlare dei principi su cui si basa la teoria del Picco del petrolio. Non lasciate che ciò vi faccia rilassare in un falso senso di sicurezza. C'è stato un momento nel quale il tema dei Cambiamenti Climatici ha sofferto della stessa mancanza di rilievo mediatico.
Il Picco del petrolio non equivale alla "fine del petrolio", poiché ne resterà sempre una parte nel sottosuolo, ma, o sarà troppo difficile da raggiungere, oppure l'estrazione risulterà eccessivamente dispendiosa in termini di energia da utilizzare a tal fine: ricordate una cosa, nel momento in cui per estrarre un barile di petrolio sarà necessario impiegare un quantitativo di energia pari ad un barile di petrolio, quello è indistintamente il momento in cui nessuna compagnia petrolifera sarà più disposta a estrarre una sola goccia di petrolio.

Inutile allarmismo? A testimonianza di quanto appena detto voglio citare un rapporto preparato per il governo degli Stati Uniti nel 2005 da un'agenzia di esperti nella gestione del rischio e dell’analisi petrolifera (Peaking of World Oil Production: Impacts, Mitigation & Risk Management. Robert L. Hirsch, SAIC) e il recente rapporto del  Pentagono americano, tramite l'American Joint Forces Command.
In entrambi i casi viene documentata la fine del petrolio di approvvigionamento facile ed economico.

Si ma che centra, direte voi, il Movimento di Transizione? Beh, amici miei, casomai non l'aveste capito e aspettavate che fosse perfino il Pentagono a dirvelo, bisogna cominciare a pensare al passaggio (transizione) dall'attuale modello ad una società che trae la sua energia da fonti sostenibili e abbandoni definitivamente il petrolio perché fra un po' sarà lui ad abbandonare noi.

Il movimento Transition Towns parte da questa necessità per prendere spunto per la ricostruzione di tutto il sistema dei rapporti tra gli uomini e tra gli uomini e il pianeta, nel quale il potere viene condiviso da tutti e non subito dall'alto di istituzioni che ingenuamente riteniamo democratiche.

Transition è un movimento culturale nato di recente in Inghilterra dalle intuizioni e dal lavoro di Rob Hopkins.
Tutto avviene quasi per caso nel 2003. In quel periodo Rob insegnava a Kinsale (Irlanda) e con i suoi studenti creò il Kinsale Energy Descent Plan un progetto strategico che indicava come la piccola città avrebbe dovuto riorganizzare la propria esistenza in un mondo in cui il petrolio non fosse stato più economico e largamente disponibile.

Voleva essere un’esercitazione scolastica, ma a Rob Hopkins venne l'intuizione di applicare a questo modello il concetto di resilienza.
Resilienza non è un termine molto conosciuto, esprime una caratteristica tipica dei sistemi naturali. La resilienza è la capacità di un certo sistema, di una certa specie, di una certa organizzazione di adattarsi ai cambiamenti, anche traumatici, che provengono dall’esterno senza degenerare, una sorta di flessibilità rispetto alle sollecitazioni.
La società industrializzata è caratterizzata da un bassissimo livello di resilienza, basta chiudere il rubinetto del carburante e la nostra intera civiltà si paralizza.
I progetti di Transizione mirano invece a creare comunità libere dalla dipendenza dal petrolio e fortemente resilienti attraverso la ripianificazione energetica e la rilocalizzazione delle risorse di base della comunità (produzione del cibo, dei beni e dei servizi fondamentali).

Tutto ciò attraverso proposte e progetti incredibilmente pratici, fattivi e basati sul buon senso. Prevedono processi governati dal basso e la costruzione di una rete sociale e solidale molto forte tra gli abitanti delle comunità.
Nascono così le Transition Towns (oramai centinaia), città e comunità che sulla spinta dei propri cittadini decidono di prendere la via della transizione.
Possediamo tutte le tecnologie e le competenze necessarie per costruire in pochi anni un mondo profondamente diverso da quello attuale, più bello e più giusto. La crisi profonda che stiamo attraversando è in realtà una grande opportunità che va colta e valorizzata e credo sinceramente amici che il movimento di Transizione sia lo strumento per farlo.
Tornerò a parlare di questo movimento per approfondire meglio le proposte e i progetti pratici del movimento.

giovedì 15 aprile 2010

Gli incentivi sul risparmio e sull’efficienza energetica

Solo per ricordare che oggi sono partiti gli incentivi dedicati al risparmio e all’efficienza energetica.
Sono 19 i prodotti che godranno dei bonus previsti dal decreto legge sugli incentivi. La lista spazia dagli elettrodomestici, alle cucine, agli immobili ad alta efficienza energetica, alle moto, alla banda larga per gli under 30. L’incentivo scatterà a richiesta (al rivenditore) e per tutto il 2010, ma fino a esaurimento delle risorse (sul piatto ci sono 300 milioni, di cui 200 finanziati dal gettito della lotta all’evasione). L’operazione doveva partire inizialmente il 6 di Aprile, poi è stata spostata al 16 e infine anticipata a domani.
Per approfondimenti su tutti gli incentivi legati all’efficienza energetica cliccate qui

mercoledì 14 aprile 2010

Approfondimenti: Investire nel fotovoltaico

Sicuramente ti sarà capitato almeno una volta di guardare sul tetto di una casa e scorgerci dei pannelli solari, negli ultimi tempi se ne vedono sempre più spesso.
Io quando li vedo mi chiedo  sempre se sono per l'acqua calda o anche per l'elettricità, quanto li avrà pagati il proprietario e se ne sarà valsa la pena, ossia se si è trattato effettivamente di un investimento o solo di una spesa per ricchi. In questo e-book l'autore, soddisfa la curiosità che assale chi, come me, guarda su un tetto  dei pannelli fotovoltaici, ma soprattutto smentisce tutti i luoghi comuni su questa forma di approvvigionamento dell'energia che, con l'aumento del prezzo del petrolio da un lato e la pericolosità del nucleare dall'altro, rappresenta una delle poche strade concretamente percorribili per un uso sostenibile dell'energia elettrica.
Anche se non viene molto pubblicizzato, ma i pannelli fotovoltaici costituiscono l'unica possibilità di ridurre drasticamente, per non dire eliminare, la spesa per l'energia fino addirittura a guadagnarci, trasformando ogni casa in una mini centrale elettrica ad energia solare.
In questo e-book viene spiegato in che modo. Non si fa riferimento all'attività di progettazione, di costruzione o installazione di un impianto fotovoltaico, argomenti che richiederebbero competenze tecniche da parte del lettore, l'autore si preoccupa solo di fornire l'assistenza giusta per chi è intenzionato seriamente ad investire, indicando tutte le azioni da compiere per affrontare al meglio questa forma di investimento. Ciò che si richiede, quindi, è solo l’impegno e la determinazione nel volerlo realizzare. E perché questi non risultino vani è necessario acquisire le giuste strategie. Viene affrontato ogni aspetto, compreso quello fiscale e della gestione del Nuovo Conto Energia, ossia il meccanismo di incentivazione per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici, affinché l'acquisto dei pannelli fotovoltaici diventi effettivamente la soluzione al problema del 'caro bolletta'.
Clicca qui per ordinarlo ora o semplicemente saperne di più su questo e-book.

giovedì 1 aprile 2010

ENERGIA NUCLEARE IN ITALIA? CERCHIAMO DI VEDERCI CHIARO

In questi giorni è tornata alla ribalta, alla luce anche delle recenti elezioni regionali del 28-29 marzo 2010, la questione del ritorno all’energia nucleare in Italia dopo che con il referendum del novembre del 1987 l'81% dei votanti disse no alle centrali nucleari in Italia. In questo articolo si tenterà di dare una risposta alle domande più frequenti che vengono poste quando si parla di energia nucleare, al fine di fornire qualche chiarimento in più su un tema così importante e facilitare la formazione di un giudizio che prescinda dalle proprie opinioni politiche per rimanere negli indefiniti limiti della tematica ambientale. (clicca sul titolo per continuare)