Cercare di fare chiarezza e allo stesso tempo essere sintetici su un tema così delicato è molto difficile e spero di raggiungere comunque l'intento.
In Italia tutto e cominciato nel 1994 con la legge n. 36/94, detta legge "Galli" dal nome del suo promotore, che con l'obiettivo di ridurre l’eccessiva frammentazione dei soggetti gestori che, tra acquedotto, fognature e depurazione, erano 7826 all’inizio degli anni novanta, ha diviso il territorio italiano in novantuno Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) (formati dai Comuni dei territori interessati), i quali gestiscono l’acqua nei propri territori e hanno un proprio organo decisionale di nomina politica. Sempre secondo la legge ogni ATO può affidare la gestione del proprio servizio idrico integrato ad un’unica società, con tre possibili alternative di gestione: azienda a capitale totalmente pubblico (opzione “in house”); società a capitale misto pubblico-privato; società a totale capitale privato. (clicca sul titolo per continuare)
In Italia tutto e cominciato nel 1994 con la legge n. 36/94, detta legge "Galli" dal nome del suo promotore, che con l'obiettivo di ridurre l’eccessiva frammentazione dei soggetti gestori che, tra acquedotto, fognature e depurazione, erano 7826 all’inizio degli anni novanta, ha diviso il territorio italiano in novantuno Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) (formati dai Comuni dei territori interessati), i quali gestiscono l’acqua nei propri territori e hanno un proprio organo decisionale di nomina politica. Sempre secondo la legge ogni ATO può affidare la gestione del proprio servizio idrico integrato ad un’unica società, con tre possibili alternative di gestione: azienda a capitale totalmente pubblico (opzione “in house”); società a capitale misto pubblico-privato; società a totale capitale privato. (clicca sul titolo per continuare)

